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Appalti Pubblici

 
 

SIPA è una organizzazione specializzata nei servizi di brokeraggio di informazioni e consulenza sulle opportunità offerte dalla Pubblica Amministrazione italiana.

Appalti Pubblici, il servizio dedicato agli appalti banditi dagli enti pubblici, offre una panoramica completa su tutte le gare d'appalto bandite in Italia, e relative a lavori, servizi e forniture.

 

SIPA ha realizzato e gestisce un sistema che fornisce ai propri clienti una notevole mole di informazioni sugli enti pubblici, nazionali e locali.

 

L’efficienza di questo sistema permette agli utenti l’accesso a documenti a carattere informativo costantemente aggiornati.

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Via agli incentivi sugli immobili ecosostenibili
Disponibili 60 mln per l’acquisto di case nuove in classe energetica elevata, chiesti bonus anche per mobili e edifici esistenti

15/04/2010 - Via libera da oggi alle agevolazioni previste dal DL “Incentivi” 40/2010. A disposizione 300 milioni di euro complessivi per il sostegno a particolari settori, come edilizia sostenibile, mobili, cucine, elettrodomestici e gru a torre per il comparto costruzioni. 

Il DL, che ha iniziato alla Camera l’iter per la conversione in legge, è stato giudicato incompleto dal relatore Angelo Alessandri, esponente della maggioranza per la Lega Nord. L'elenco degli interventi incentivanti presenterebbe due lacune. Non sono infatti compresi contributi per l’acquisto di mobili diversi dalle cucine e per l’efficienza energetica degli edifici esistenti. Settori che potrebbero invece costituire un volano per l’industria italiana.

La richiesta dell'estensione delle misure è stata avanzata anche dal Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, intervenuta al Salone del Mobile di Milano. Nei prossimi giorni sarà infatti predisposto un tavolo di discussione presso il Ministero dell'Attuazione del Programma a cui parteciperanno i principali operatori sel settore del mobile.

Allo stato attuale le modalità di erogazione dei bonus sono definite dal DM del 26 marzo 2010, emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico per l’attuazione del decreto legge ed entrato in vigore il 6 aprile scorso. Su cucine ed elettrodomestici si pratica la diretta riduzione del prezzo. Nel caso degli immobili, invece, il contributo deve essere richiesto dall’acquirente. 

Procedure: Per gli immobili “verdi” in classe energetica A e B sono a disposizione 60 milioni, fruibili entro dicembre 2010 fino ad esaurimento del fondo. In base allo specchietto illustrativo del Ministero dello Sviluppo Economico per ottenere gli 83 euro per metro quadro, fino a 5 mila euro, è necessario migliorare il fabbisogno di energia primaria del 30% (classe B). Per accedere al bonus di 116 euro a metro quadro, fino a 7 mila euro, è necessario migliorare del 50% il fabbisogno energetico. I parametri di riferimento sono quelli contenuti nel Decreto Legislativo 192/2005 e successive modifiche, allegato C numero 1, tabella 1.3.La Tabella di riferimento è quella contenuta nel Decreto Legislativo 311/2006, che ha modificato il d.lgs. 192/2005.

Per avere diritto al contributo l’immobile deve essere inoltre di nuova costruzione e risultare come prima abitazione della famiglia. 

Per accedere al bonus il preliminare di compravendita deve essere stato stipulato successivamente al 6 aprile, data di entrata in vigore del decreto attuativo. L’erogazione è poi subordinata all’attestato di certificazione energetica rilasciato da un soggetto accreditato. 

Entro venti giorni precedenti la stipula del contratto definitivo di compravendita, il venditore cura la prenotazione della misura. Dopo quarantacinque giorni dalla stipula trasmette copia autentica dell'atto munita degli estremi della registrazione. 

L’acquirente che intende richiedere il contributo deve essere in possesso dell’attestato di certificazione energetica dell’immobile e conoscere settore di appartenenza del prodotto, classe energetica del prodotto, superficie utile sul cui calcolare il contributo, estremi dell’acquirente tra cui codice fiscale e dati bancari e prezzo base al lordo dell’IVA.

Entro 90 giorni dalla stipula del contratto definitivo di compravendita, l’acquirente deve inviare richiesta di rimborso contenente la ricevuta di registrazione e l'autodichiarazione dei documenti allegati.

L'Anit, Associazione nazionale per l'isolamento termico e acustico, sottolinea però qualche difficoltà. Le Regioni, infatti, hanno parametri diversi per la certificazione energetica. La norma prevede il riferimento alle linee guida nazionali, mentre non sono menzionate le delibere locali. Le indicazioni di contributo per metro quadro costituiscono un errore formale dal momento che ci si dovrebbe riferire non tanto alla classe energetica, ma agli Epi, cioè l'energia primaria annua per il riscaldamento.







Detrazione del 55%: l'opposizione chiede di stabilizzarla
In sede di conversione del decreto-legge Incentivi proposta anche l’estensione del bonus 36% al recupero dei centri storici

22/04/2010 - Prosegue in Commissione Ambiente della Camera, l’esame del disegno di legge 3350, di conversione del DL 40/2010 che, tra le altre misure, prevede incentivi all’acquisto di edifici a basso consumo energetico.

Il DL ha destinato 60 milioni di euro all’acquisto di immobili ad alta efficienza: è previsto un contributo di 116,00 euro al mq, fino ad un massimo di 7.000,00 euro, se l’immobile è di Classe A, di 83,00 al mq, fino ad un massimo di 5.000,00 euro, se l’immobile è di Classe B.

Nel corso dell’esame di Commissione, l’opposizione ha formulato una serie di proposte: in primo luogo l’ampliamento delle detrazioni fiscali del 36% per le ristrutturazioni edilizie agli interventi di ammodernamento dei centri storici e di trasformazione urbana, anche con l’apporto di risorse pubbliche e attraverso forme di partenariato pubblico-privato.

Chiesta - ancora una volta - anche la stabilizzazione delle detrazioni fiscali del 55% delle spese per l’efficientamento energetico degli edifici, in scadenza a fine 2010. Come per il 36% - ha spiegato Tino Iannuzzi del PD - questo strumento si è rivelato molto efficace sia sul piano economico (interventi realizzati ed emersione di lavoro nero) che su quello del rafforzamento delle politiche ambientali ed è assolutamente urgente stabilizzarlo subito per dare alle aziende e agli operatori del settore il tempo e la serenità di programmare nel tempo gli investimenti e le attività.

A questo proposito, è stata citata la proposta avanzata da FINCO (Federazione Industrie Prodotti Impianti e Servizi per le Costruzioni) di inserire nella legge di conversione in esame la stabilizzazione della detrazione del 55% e un “ecoprestito” che faciliti per le famiglie la riconversione degli immobili in strutture ad alto rendimento energetico.

Altro tema sollevato nel corso dell’esame è stato quello del sostegno alle fonti energetiche rinnovabili: sono incomprensibili, secondo Alessandro Bratti del PD, le ragioni per le quali il Governo non abbia ancora definito il nuovo Conto Energia per gli impianti fotovoltaici e non abbia ancora stabilito il quadro delle localizzazioni degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

L’ultimo intervento ha riguardato le caldaie: secondo il presidente della Commissione, Roberto Tortoli, la detrazione fiscale del 55% non è stata efficace per la sostituzione di quelle fortemente inquinanti con quelle di nuova generazione. Opinione condivisa da Alessandro Bratti, il quale ha aggiunto che una soluzione efficace del problema potrebbe consistere nella rateizzazione delle spese per la sostituzione delle caldaie, conservando il diritto alle agevolazioni fiscali.






Manutenzioni straordinarie senza DIA e senza Durc

Commissione Ambiente della Camera: occorre reintrodurre l’obbligo di presentare il DURC


15/04/2010 - È all’esame della Commissione Ambiente della Camera, il disegno di legge n. 3350, di conversione del DL 40/2010, che ha liberalizzato gli interventi di manutenzione straordinaria.

L’articolo 5 del provvedimento in vigore dal 26 marzo scorso, amplia l’elenco delle attività di edilizia libera di cui all’articolo 6 del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001), consentendo di realizzare numerose attività edilizie senza alcun titolo abilitativo, e non più con la denuncia di inizio attività (DIA). Gli interventi non devono però riguardare le parti strutturali dell’edificio, né incrementare il numero delle unità immobiliari né modificare i parametri urbanistici esistenti. Restano ferme le disposizioni più restrittive previste dalle leggi regionali e dagli strumenti urbanistici comunali, sia le altre normative di settore.

Nella seduta del 13 aprile il relatore Angelo Alessandri ha ricordato che, secondo la nuova procedura, nel caso di interventi di manutenzione straordinaria, occorre allegare alla comunicazione da inviare al Comune, anche i dati identificativi dell’impresa che eseguirà i lavori.

A questo proposito ha proposto di aggiungere l’obbligo di presentare al Comune anche il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) dell’impresa, al fine di assicurare comunque il rispetto della normativa per la sicurezza dei lavoratori nell’ambito dell’esecuzione degli interventi di manutenzione straordinaria.

Anche il Servizio Studi della Camera aveva sottolineato che l’eliminazione della DIA ha eliminato anche l’obbligo di presentare il DURC dell’impresa che realizzerà gli interventi






Demolizione e ricostruzione solo con permesso di costruire
Cassazione: l’intervento non è considerato restauro se c’è lo spostamento del fabbricato


23/04/2010 – La demolizione di un fabbricato esistente e la sua ricostruzione in posizione diversa con ampliamento, anche minimo, si qualifica come nuova costruzione. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 13492, depositata il 9 aprile scorso. Il nuovo edificio necessita quindi del permesso di costruire e non può essere sottoposto a procedure semplificate. Di parere opposto i ricorrenti, che nel caso preso in esame, si erano opposti all’ordinanza di risarcimento e demolizione di un fabbricato di 114 metri quadri, con annesso manufatto da nove metri quadri, realizzato senza concessione edilizia e nessun riferimento alle norme antisismiche.
A detta dei ricorrenti, infatti, l’intervento avrebbe potuto classificarsi come opera di manutenzione senza incremento di volumi o creazione di superficie utile.

La posizione è però cambiata dopo il sopralluogo delle autorità competenti, che hanno riscontrato piccole discordanze con la sagoma e l’area di sedime iniziale. I ricorrenti, facendo notare le condizioni fatiscenti del fabbricato originario, hanno infatti optato per la classificazione dell’intervento come risanamento conservativo e restauro.

L’ipotesi è stata però bocciata dalla Corte, che ha continuato a configurare l’opera come nuova costruzione non riferibile al complesso edilizio preesistente nonostante le condizioni fatiscenti rendessero necessaria la manutenzione.

I giudici hanno ricordato che caratteristica di restauro e risanamento conservativo è la conservazione di un organismo edilizio preesistente assicurandone la funzionalità, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali preesistenti.

In presenza di edifici già demoliti l’intervento deve quindi essere considerato come nuova costruzione.

La pronuncia si pone in controtendenza con alcune leggi regionali sul Piano Casa, che tendono a semplificare le procedure per il rilancio delle costruzioni, ammettendo la Dia anche per la sostituzione edilizia con premio volumetrico, come accade ad esempio in Veneto.

La demolizione e riedificazione degli edifici esistenti è incentivata anche dalle associazioni del settore costruzioni, che vedono in questa misura il cuore pulsante della ripresa.






OPERE PUBBLICHE
DECRETO LEGISLATIVO 12 aprile 2006, n. 163(1).
Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE





l Gruppo Edili dell’API: “Inaccettabile dover rinunciare alle gare per evitare inutili spese”

“Gli adempimenti richiesti alle aziende in fase di presentazione dell’offerta per la partecipazione alle gare di appalti pubblici, sono sempre più onerosi”. Il Presidente del gruppo Edili dell’Associazione Piccole e Medie Industrie di Udine, cav. Ferrante Pitta, evidenzia come questa situazione sia penalizzante soprattutto per le piccole e medie imprese.






Un milione e mezzo di euro per l’informatizzazione degli uffici giudiziari. Lo prevede un nuovo protocollo di intesa tra Regione e Ministeri della Giustizia e Pubblica Amministrazione che promuove azioni congiunte per l’informatizzazione degli Uffici giudiziari collocati sul territorio della Regione Campania.






La pubblicazione di bandi di gara in leasing in costruendo in Italia è diventata statisticamente rilevante a partire dal 2008, anno in cui sono stati pubblicati 35 bandi di gara relativi a questo nuovo metodo di affidamento dei lavori pubblici, per un importo complessivo di 175,6 milioni di euro.