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l Gruppo Edili dell’API: “Inaccettabile dover rinunciare alle gare per evitare inutili spese”
“Gli adempimenti richiesti alle aziende in fase di presentazione dell’offerta per la partecipazione alle gare di appalti pubblici, sono sempre più onerosi”. Il Presidente del gruppo Edili dell’Associazione Piccole e Medie Industrie di Udine, cav. Ferrante Pitta, evidenzia come questa situazione sia penalizzante soprattutto per le piccole e medie imprese.
Il Gruppo Edili dell’API: “Inaccettabile dover rinunciare alle gare per evitare inutili spese”
“Gli adempimenti richiesti alle aziende in fase di presentazione dell’offerta per la partecipazione alle gare di appalti pubblici, sono sempre più onerosi”. Il Presidente del gruppo Edili dell’Associazione Piccole e Medie Industrie di Udine, cav. Ferrante Pitta, evidenzia come questa situazione sia penalizzante soprattutto per le piccole e medie imprese. L’impresa, infatti, deve pagare una tassa all’autorità, che può variare dai 20 ai 100 euro, presentare l’offerta su carta bollata – se richiesta “a prezzi unitari” il costo varia in funzione delle pagine di cui il documento si compone -, allegare una fidejussione di carattere provvisorio con un costo superiore ai 100 euro, acquistare gli elaborati progettuali ed effettuare il sopralluogo sul posto di esecuzione dei lavori. “La predisposizione di tutti i documenti utili alla partecipazione alla gara d’appalto, diversi da gara e gara, prevedono un notevole impegno sia per l’ufficio tecnico sia per quello amministrativo. Inoltre – sottolinea Pitta -, le aziende partecipano a gare, spesso procedure aperte con oltre 200 partecipanti, con la possibilità molto bassa di risultare aggiudicatarie dei lavori e sostenendo costi non recuperabili.” Per risolvere questo problema, accentuatosi negli ultimi anni, spiega Pitta, il governo nazionale dovrebbe intervenire abrogando la tassa dell’Autorità e l’obbligo della bollatura dell’offerta, mentre l’amministrazione regionale dovrebbe indirizzare le stazioni appaltanti ad utilizzare procedure d’appalto negoziate o ristrette che limitano il numero delle imprese invitate e che privilegiano quelle locali. “Queste situazioni – conclude il Presidente del Gruppo Edili dell’API – si collocano in un momento in cui nella nostra regione c’è un evidente calo del numero di appalti pubblici e le aziende fanno molta difficoltà ad acquisire nuovi lavori. Appare dunque inaccettabile il dover rinunciare a partecipare agli appalti per evitare inutili spese”.
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